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Il cardellino
(Meraviglia
della natura)

Il Cardellino (carduelis carduelis) è un piccolo passeriforme appartenente
alla famiglia dei fringillidi caratterizzato da colori sgargianti e da un
canto molto melodioso che lo fanno risultare uno degli uccelli più noti e
amati sia dagli appassionati che dalla gente comune.
Caratteristiche:
lungo circa 12 cm il cardellino è caratterizzato da una mascherina facciale
rosso acceso,dorso castano,petto chiaro con inserzioni castane a formare il
caratteristico “fungo pettorale”ali e coda nere con perle bianche nella zona
caudale ed evidenti bande alari giallo acceso. Il becco si presenta carnicino(come
anche le zampe) e di forma allungata con un segno a “matita” sulla punta che
sparisce durante l’estro.
I sessi sono simili(le femmine hanno la mascherina che si ferma prima
dell’occhio e le spalline brune a differenza dei maschi in cui la mascherina
deborda oltre l’occhio e le spalline sono di un nero lucido) ed i giovani
presentano colorazioni più chiare nel complesso senza la caratteristica
mascherina facciale che appare dopo la prima muta.
Esistono numerose sottospecie che popolano l’Europa e l’Asia che differiscono
dalla specie nominale per l’intensità dei colori e per le
dimensioni,solitamente i colori sono tanto più intensi quanto più piccola è
la taglia.
Precisamente le sottospecie sono:
• Carduelis carduelis balcanica
• Carduelis carduelis brevirostris
• Carduelis carduelis britannica
• Carduelis carduelis colchicus
• Carduelis carduelis loudoni
• Carduelis carduelis major
• Carduelis carduelis niediecki
• Carduelis carduelis parva
• Carduelis carduelis tschusii
• Carduelis carduelis volgensis
In Italia possiamo notare principalmente il C.c.carduelis e il C.c. tschusii
nella zona meridionale e insulare,mentre durante il periodo di passo
(Autunno)si possono notare varie sottospecie tra cui i C.c.major e
C.c.balcanica.
Il cardellino abita principalmente le zone di bosco,la campagna in generale
soprattutto se cosparsa di siepi e piante arbustive ma anche i parchi
cittadini dove riesce a trovare un habitat ideale per la riproduzione che
solitamente avviene su piante a medio fusto quali tuie,cipressi,robinie,ontani
o su cespugli quali alloro,ligustro ecc.
In natura il cardellino si ciba principalmente di semi allo stato lattiginoso
(cardo,girasole,radicchio,piantaggine,senecio,tarassaco ecc.)ma anche di
piccoli invertebrati come ad esempio gli afidi delle rose (soprattutto nel
periodo riproduttivo).
Il cardellino ha un comportamento genericamente gregario ,anche nel periodo
riproduttivo non è raro riscontrare più coppie in poco spazio se l’habitat è
particolarmente adatto e ricco di risorse. In autunno si possono vedere
piccoli stormi anche di 50 esemplari durante il periodo di passo mentre in
estate è usuale veder piccoli gruppetti composti dai giovani
“coetanei”soprattutto nelle zone di pastura.
Il periodo riproduttivo comincia a Marzo/Aprile e si protrae fino ad Agosto
(sono tra i fringillidi che terminano la riproduzione più tardi)di norma
vengono deposte 2/3 covate composte da una media di 4 uova (da 3 a 7 )
azzurro chiaro picchiettate di bruno che vengono covate per i classici 13
giorni,i pulli restano nel nido almeno fino ai 15 giorni(alimentati con semi
lattiginosi e piccoli invertebrati ) per essere indipendenti dopo circa 1/2
settimane dall’involo. Della cova si occupa la sola femmina mentre il maschio
è molto attivo nell’imbecco dei pulli soprattutto dopo l’involo mentre la
madre si dedica alla costruzione del nuovo nido a coppa posto su una
biforcazione ad una media di 2/3 metri dal suolo composto da
radichette,muschio,pelo animale e filamenti vegetali(molto utilizzati sono i
“Peli” di infiorescenze quali il tarassaco ed alcune specie di cardo).
Allevamento in cattività :

In cattività il cardellino viene allevato ormai da parecchi anni, un tempo
veniva apprezzato soprattutto per il canto ma poi molti allevatori hanno
iniziato ad utilizzarlo in ibridazione e ad allevarlo in purezza.
In cardellino si adatta bene alla vita in cattività anche se necessità di
alcuni accorgimenti soprattutto igienici che sono basilari per il suo
mantenimento,essendo il cardellino particolarmente esposto ai coccidi ed alle
malattie dell’apparato gastrointestinale in genere bisognerà essere sempre
molto attenti all’igiene del locale di allevamento e delle suppellettili
quali beverini,mangiatoie ecc.
Molti allevatori sono soliti utilizzare antibiotici ad ampio spettro per
ovviare a questa debolezza della specie ma senza dubbio una igiene perfetta è
decisamente migliore di medicinali che non farebbero altro che indebolire i
soggetti.
L’ambiente tipico per la riproduzione del cardellino è la volieretta da m
1x1x2 ma risultano ottimali anche i gabbioni da 120cm o 90 cm(quest’ultimo
indica la misura minima per ottenere una riproduzione quasi sicura).
Per quanto riguarda l’alimentazione è da dividere in 4 fasi:

Riposo:In questo periodo è sufficiente la somministrazione di un misto di
semi per fringillidi unito ad acqua pulita,grit + carbone vegetale(in piccole
dosi),osso di seppia ed un buon complesso multivitaminico almeno una volta a
settimana
Precova:In questa fase si mantiene l’alimentazione del periodo di riposo
integrata con forniture a giorni alterni di semi germinati asciugati con pastone
arricchiti con larve surgelate(pinkies)
Cova:Come nel precova ma le somministrazioni di germogliato diventano
giornaliere per raggiungere le 3 somministrazioni al giorno dopo la nascita
dei pulli.
Muta:Si mantiene l’alimentazione del periodo di cova con l’aggiunta di erbe
prative (che volendo possono essere usate anche in cova) .
Tutti i passaggi da periodo a periodo devono essere fatti in modo graduale.
La riproduzione è il periodo che senz’altro necessita di attenzioni
migliori,la preparazione delle coppie comincia già a fine Gennaio quando i
maschi saranno alloggiati nella voliera/gabbione di riproduzione e
cominceranno a ricevere l’alimentazione di precova,le femmine verranno unite
circa un mese dopo prestando attenzione che non si verifichino casi di
aggressività(in tal caso intervenire con divisorio o estraendo la femmina per
ritentare più in avanti)ed anche a loro sarà somministrata l’alimentazione
precova.
Giunti al mese di Marzo si sarà provveduto ad adottare l’alimentazione adatta
alla cova per porre i nidi nella voliera/gabbione che saranno del tipo a
cestino in vimini di 10/11 cm di diametro e verranno infrascati con piante
sintetiche (n.b. i nidi vanno posti negli angoli in alto del frontale della
gabbia da riproduzione).
Come materiale da nido si possono fornire sfilacci di juta,muschio,pelo
animale(preventivamente sterilizzato) e cotone grezzo(attenzione non usare
quello idrofilo ma quello per uso ornitologico).
Se tutto andrà per il verso giusto per il mese di Aprile/Maggio la femmina
avrà costruito il nido dove deporrà le uova che coverà per 13 giorni dopo i
quali nasceranno i pulli.
Dal momento della nascita dei pulli si procederà col somministrare il
germogliato + larve surgelate per 3 volte al giorno (mattino,mezzogiorno e
sera) fino al completo svezzamento dei pulli che avverrà circa al ventunesimo
giorno.
Dopo lo svezzamento i pulli potranno essere spostati in voliere o gabbioni in
cui passeranno la muta in gruppetti preferibilmente di coetanei (massimo 6 in
un gabbione da 120 e massimo 10/12 in una volieretta da 1x1x2.
Normalmente i cardellini portano al termine tre covate annue con una media di
4 pulli a covata.
E’ importante ricordare che per la detenzione dei cardellini è necessaria
l’autorizzazione provinciale e che i pulli vanno anellati con anellino A
entro il 5 giorno dalla nascita(è utile mascherare l’anello con un pezzetto
di nastro da pacchi marrone o di cerotto per evitare che la madre butti i
piccoli fuori dal nido per sbarazzarsi degli anelli).
Il cardellino viene utilizzato in ibridazione con moltissime specie ma
senz’altro l’ibrido più comune è quello con il canarino.
Negli anni il cardellino ha presentato numerose mutazioni di colore che lo
hanno reso ancora più apprezzato e allevato,al momento le mutazioni apparse
nel cardellino sono:
1. Agata
2. Bruno
3. Mascherato(eumo sesso legato)
4. Lutino
5. Pastello
6. Isabella
7. Satinè
8. Agata pastello
9. Bruno pastello
10. Opale
11. Albino
12. Eumo
13. Wit-kop
14. Phaeo
15. Giallo
16. Perlato
17. Bianco ad occhio nero
18. Blu
Spero di essere stato chiaro ed esaustivo con questo mio scritto riguardante
quello che da molti è definito il re dei fringillidi
Maschio Manuel
BIBLIOGRAFIA
Nozioni tecniche tratte da conoscenze personali e da:
“Uccelli” scritto da Gianfranco Bologna ed edito Mondadori
“Le mutazioni del cardellino” di Massimo Natale e Leone Giuliano Pidalà edito
Alcedo edizioni
Ringrazio in particolare Andrea Lamberti per la concessione delle foto e
Marco Novelli allevatore dei fantastici cardellini delle foto stesse.
Articolo realizzato da Mesc
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