Il colibrì  

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I colibrì sono piccoli uccelli,della famiglia dei  Trachilidi, dal peso che varia da 5 a 20 grammi: il più grande è il colibrì gigante (Patagonia gigas) che pesa,in media circa 20 grammi ed è lungo fino a 21,5 cm.

Questi animali sono suddivisi in circa 320 specie, concentrate soprattutto nelle foreste tropicali dell’America centrale e meridionale.

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Hanno eccezionali capacità di volo, grazie alla più grande apertura alare, in rapporto alle dimensioni del corpo, di tutti gli altri uccelli.

Essi si nutrono di nettare che suggono inserendo il becco nelle corolle dei fiori.

Durante quest’operazione riescono a rimanere sospesi nell’aria quasi immobili grazie ad un rapidissimo movimento elicoidale delle ali, che può raggiungere la velocità di 80 battiti al secondo.

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Il battito delle ali è così frequente e rapido da produrre un sonoro ronzio, per questo motivo i colibri’ sono detti anche uccelli mosca.

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Il loro Battito cardiaco, la cui frequenza media è circa 10 volte quella di un essere umano, può  raggiungere picchi di 1260 battiti al minuto.

Le penne hanno un colore particolarmente brillante.

La colorazione non è dovuta alla pigmentazione delle penne.

Queste sono ricoperte da piccolissime lamelle cornee trasparenti che contengono microscopiche bolle d’aria, che funzionano da prismi ottici. Il raggio di luce viene così scomposto nei suoi colori originari, dando una colorazione cangiante e diversa a seconda dell’angolo di osservazione.  

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  IL NIDO

I nidi sono costruiti intrecciando muschi, licheni o fili d’erba, peli di animale e piume.

Il tutto viene legato da fili di ragnatela, che il colibrì raccoglie nella foresta.

I nidi vengono fissati alle foglie o ai filamenti vegetali con nettare rigurgitato, usato come colla.

La femmina costruisce da sola il nido, mentre il maschio, dopo l’accoppiamento, esegue voli acrobatici per attirare altre femmine. La femmina di solito depone 2 uova bianche che cova per 100-130 giorni a seconda della specie.                                                        

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I piccoli vengono nutriti dalla madre che rigurgita nelle loro gole il nettare e gli insetti predigeriti.

Dopo circa 70 giorni  i piccoli escono dal nido e vengono nutriti per oltre 2 settimane prima di divenire autonomi. La femmina del colibrì, per entrare in una zona nuova ricca di nettare, si concede al maschio dominante del gruppo in cui essa vuole entrare.

                                              

  L’IMPORTANZA DEI COLIBRI’

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Il colibrì è responsabile dell’impollinazione dell’85%  di tutte le piante e gli alberi presenti nel continente americano. Senza il colibrì le piante non potrebbero riprodursi: le foreste dell’Amazzonia, quelle Andine e la  Mata  Atlantica , scomparirebbero nell’arco di tre generazioni, con conseguenze apocalittiche per l’intero pianeta.

CURIOSITA’

In America i colibrì furono conosciuti maggiormente alla fine dell’ottocento perché le loro piume servivano per adornare i copricapo delle dame d’epoca.

Oggi per fortuna, questa pratica è stata abbandonata.

Tutte le specie vengono studiate regolarmente e sono considerate un patrimonio naturale protetto dagli enti governativi della zona dove vivono.

Articolo realizzato da Nuny2006

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