L’ influenza aviaria

Il rischio che l’influenza aviaria raggiunga le nostre coste è basso. Tuttavia è importante che restiamo vigili   e che facciamo attenzione ai sintomi della malattia, soprattutto se siamo proprietari di pollame o uccelli

Che cos'è l’influenza aviaria?

L’influenza aviaria è una malattia degli uccelli molto contagiosa, e si manifesta in tutto il mondo.

Quali uccelli vi sono soggetti?

Si pensa che tutte le specie aviarie vi siano soggette, ed alcuni rapporti ne riferiscono la presenza in oltre 140 specie. Molte specie di uccelli selvatici e acquatici (soprattutto oche, anatre e cigni) sono portatori del virus ma generalmente non manifestano i sintomi della malattia. Tuttavia possono infettare altri uccelli e pollame con i quali entrano in contatto.

A cosa fare attenzione...

I sintomi dell’influenza aviaria variano e dipendono da molteplici fattori fra i quali la gravità della malattia, la specie e l’età del volatile, le malattie esistenti e l'ambiente. Il problema con l’influenza aviaria è che può presentare gli stessi sintomi di molte altre malattie. La morte improvvisa degli uccelli è il sintomo più ovvio. Altri sintomi ai quali fare attenzione comprendono:  piume arruffate; insolita posizione della testa e del collo; incapacità di camminare o di mantenere una posizione eretta; riluttanza a muoversi, mangiare o bere; aria abbattuta; stress respiratorio; diarrea; testa, bargigli o cresta tumefatti o una diminuzione nella produzione di uova.

Come vengono diffuse le malattie degli uccelli

Il contagio viene diffuso spostando uccelli vivi, tramite contatto diretto tra gli animali, morsi e graffi. 

Aria, escrementi, abiti, calzature, pelle, muco, giacigli per animali, mangimi e contenitori d’acqua, gabbie,     veicoli e attrezzature tutti possono trasportare e diffondere il contagio. Anche carni e uova contaminati diffondono la malattia. Uccelli selvatici e animali nocivi possono trasmettere la malattia e costituiscono pertanto un rischio.

Anche gli uccelli selvatici nomadi e gli animali che entrano in contatto con gli uccelli e il pollame domestico possono trasmettere la malattia.

L’influenza aviaria può rimanere contagiosa nel letame, nell’acqua e nelle carcasse degli animali morti da giorni, se non settimane, a seconda della temperatura.

Non c’è problema se si mangiano uova, carne o pollame ben cotti. Congelare i volatili infettati invece non elimina  il contagio.

FATTORI ESSENZIALI  

·         L’influenza aviaria e l’influenza umana pandemica sono diversi virus.

·         L’influenza aviaria dei volatili non contagia facilmente gli esseri umani.

·         Esiste solo una possibilità remota che possa manifestarsi un influenza umana pandemica a causa di uccelli migratori portatori di influenza aviaria.

·         Uccelli da voliera, in gabbia o domestici non corrono molti rischi se si adottano semplici precauzioni quali non consentir loro di mescolarsi a uccelli selvatici e se si proteggono i mangimi e le scorte d’acqua.

·         Un inutile allarmismo e confusione nel pubblico fra l’influenza aviaria e influenza pandemica umana potrebbero danneggiare inutilmente l’industria avicola.

·         Non c’è assolutamente nessun problema se si mangiano uova, carne e pollame ben cotti.  

                                                                                                                                    

Articolo realizzato da Nuny2006

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